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Agevolazioni Conto Termico 3.0: soggetti ed edifici ammessi

Il Conto Termico 3.0, approvato nel 2025 dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), è un meccanismo di incentivazione che riconosce contributi a fondo perduto per interventi di efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.

A differenza delle detrazioni fiscali come l’Ecobonus, questo strumento non prevede sgravi sulle imposte ma erogazioni dirette da parte del GSE (Gestore dei Servizi Energetici). I beneficiari sono molteplici e comprendono sia soggetti pubblici che privati.

In questa guida analizziamo chi può accedere al Conto Termico 3.0 e quali edifici rientrano tra quelli incentivabili.

Chi può beneficiare del Conto Termico 3.0

Il decreto distingue i beneficiari in base alla tipologia di intervento:

  • Interventi di efficienza energetica (Titolo II).

  • Interventi di produzione di energia termica da fonti rinnovabili (Titolo III).

Soggetti ammessi per l’efficienza energetica

Possono richiedere gli incentivi:

  • Pubbliche Amministrazioni: comuni, province, regioni, scuole, ospedali, università, enti sanitari e altre strutture di proprietà pubblica.

  • Piccoli comuni: con popolazione fino a 15.000 abitanti, che possono beneficiare di incentivi fino al 100% delle spese ammissibili.

  • Enti del Terzo Settore: associazioni, fondazioni, cooperative sociali, organizzazioni di volontariato e altri enti no profit, equiparati alle PA.

  • Soggetti privati: per interventi su immobili destinati ad attività economiche, commerciali e professionali, come negozi, uffici, laboratori, strutture ricettive e sportive.

Soggetti ammessi per le energie rinnovabili

L’accesso è più ampio e riguarda:

  • Pubbliche Amministrazioni (con le stesse categorie sopra elencate).

  • Enti del Terzo Settore (associazioni, cooperative sociali, fondazioni).

  • Privati cittadini: proprietari di abitazioni o titolari di altri diritti reali (usufrutto, uso, abitazione, locazione).

  • Condomini, per interventi sulle parti comuni.

  • Imprese: piccole, medie e grandi aziende, comprese quelle agricole e forestali.

  • Inquilini: che dispongano del consenso del proprietario per realizzare gli interventi.

Il ruolo delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER)

Una delle principali novità del Conto Termico 3.0 è l’apertura alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e alle configurazioni di autoconsumo collettivo.
Questo consente a cittadini, imprese ed enti pubblici di collaborare, condividendo energia prodotta da impianti rinnovabili e accedendo agli incentivi in forma aggregata.

Categoria beneficiarioEdifici ammessiPercentuale incentivo
Pubbliche Amministrazioni (PA)Scuole, ospedali, edifici comunali, immobili pubblici esistentiFino al 100% (per piccoli comuni <15.000 abitanti, scuole, strutture sanitarie)
Enti del Terzo SettoreStrutture assimilate a quelle della PA, immobili di proprietà o in gestioneDal 40% al 65%, in base all’intervento
Privati (persone fisiche e condomini)Abitazioni residenziali (categorie catastali gruppo A, esclusi A/8, A/9, A/10)Dal 40% al 65%
Imprese (PMI e grandi aziende)Edifici del settore terziario (A/10, gruppo B, gruppo C esclusi C/6 e C/7, gruppo D escluso D/9, gruppo E esclusi E/2, E/4, E/6)Dal 40% al 65%
Aziende agricole e forestaliSerre, fabbricati rurali, impianti per processi produttivi e teleriscaldamentoDal 40% al 65%, in base alla tecnologia installata
Comunità Energetiche Rinnovabili (CER)Edifici dei membri della comunità (residenziali e terziari ammessi)Percentuali analoghe ai soggetti partecipanti

Edifici ammessi all’incentivo

Non tutti gli edifici sono idonei a ricevere l’incentivo. La normativa stabilisce alcuni requisiti fondamentali.

Requisiti generali degli immobili

  • Devono essere edifici esistenti al momento della presentazione della domanda.

  • Sono esclusi gli immobili in costruzione o non ancora accatastati.

  • Gli edifici devono essere dotati di impianto di climatizzazione invernale preesistente, regolarmente registrato nei catasti regionali dove presenti.

  • I beneficiari devono avere un titolo valido sull’immobile: proprietà, usufrutto, locazione o altro diritto reale/personal.

Tipologie di edifici ammessi

Gli edifici che possono accedere agli incentivi variano a seconda che si tratti di interventi di efficienza energetica o di produzione da fonti rinnovabili.

Ambito residenziale

Sono inclusi:

  • abitazioni singole (case indipendenti, villette, appartamenti);

  • edifici condominiali;

  • case popolari o alloggi sociali;

  • abitazioni rurali e residenze legate all’attività agricola.

Sono invece escluse le abitazioni di lusso e gli edifici storici vincolati di pregio particolare, salvo che rispettino requisiti specifici e siano dotati di impianti preesistenti.

Ambito terziario e produttivo

Rientrano:

  • uffici e studi professionali;

  • strutture ricettive come hotel, pensioni e bed & breakfast;

  • strutture sanitarie e assistenziali (ospedali, cliniche, case di cura, RSA);

  • edifici scolastici e universitari;

  • biblioteche, musei, teatri, sale conferenze e spazi culturali;

  • negozi, laboratori, capannoni produttivi;

  • strutture sportive e ricreative (palestre, piscine, impianti sportivi).

Settore agricolo e forestale

Le aziende agricole e forestali possono beneficiare dell’incentivo anche per:

  • serre e fabbricati rurali;

  • stalle e ricoveri per animali;

  • impianti per processi produttivi che richiedono energia termica;

  • sistemi di teleriscaldamento e teleraffreddamento alimentati a biomassa.

Interventi incentivabili sugli edifici ammessi

Gli interventi devono essere di piccola o media dimensione e riguardare la sostituzione, l’installazione o il miglioramento di sistemi energetici.

Interventi di efficienza energetica

  • isolamento termico delle pareti, coperture e solai;

  • sostituzione di infissi e finestre con modelli ad alte prestazioni;

  • installazione di sistemi di schermatura solare;

  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con generatori a condensazione;

  • trasformazione degli edifici in NZEB (edifici a energia quasi zero);

  • sistemi di illuminazione ad alta efficienza;

  • dispositivi di building automation per il controllo dei consumi.

Interventi di produzione di energia termica da rinnovabili

  • installazione di pompe di calore elettriche o a gas, anche geotermiche;

  • generatori a biomassa (stufe, caldaie, termocamini);

  • collettori solari termici con o senza solar cooling;

  • scaldacqua a pompa di calore;

  • sistemi ibridi (pompa di calore + caldaia a condensazione);

  • impianti di climatizzazione alimentati da biomassa in serre e fabbricati rurali.

Percentuali di incentivo e spese ammissibili

Gli incentivi variano a seconda della tipologia di intervento:

  • 40% per interventi di base (isolamento, infissi, caldaie a condensazione).

  • 50% per isolamento termico nelle zone climatiche più fredde.

  • 55% se isolamento e sostituzione infissi sono abbinati ad altri impianti.

  • 65% per la sostituzione con pompe di calore, biomassa, sistemi ibridi o solare termico.

  • 100% per interventi su edifici pubblici in piccoli comuni, scuole e strutture sanitarie.

Tra le spese ammissibili rientrano non solo la fornitura e la posa in opera, ma anche:

  • progettazione e direzione lavori;

  • diagnosi energetiche e certificazioni APE;

  • sistemi di accumulo;

  • colonnine di ricarica per veicoli elettrici installate contestualmente a pompe di calore.

Il Conto Termico 3.0 amplia notevolmente la platea dei beneficiari e la gamma degli edifici e degli interventi ammessi, offrendo un sostegno concreto per:

  • famiglie e privati cittadini;

  • imprese e attività produttive;

  • enti pubblici e Terzo Settore;

  • comunità energetiche e realtà collettive.

Grazie a contributi che arrivano fino al 100% delle spese sostenute, questo meccanismo diventa uno strumento fondamentale per la transizione energetica e per la riduzione dei consumi in tutti i settori.

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